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Aggiungere un sistema di accumulo a un impianto fotovoltaico senza perdere gli incentivi

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07 ottobre 2016 Fotovoltaico / Energie rinnovabili

Associare un sistema di accumulo al proprio impianto fotovoltaico permette di aumentare l’auto-consumo di energia. Per non perdere gli incentivi ci sono delle regole da rispettare.

L’energia prodotta da un impianto fotovoltaico spesso eccede i consumi domestici durante le ore diurne. Quella in surplus viene perciò immessa nella rete elettrica e pagata al proprietario dell’impianto.

Se volete aumentare la redditività del vostro impianto fotovoltaico potete aggiungere un sistema di accumulo.

Cos’è un sistema di accumulo?

Si tratta di un dispositivo capace di immagazzinare l’energia prodotta dai pannelli quando non viene utilizzata o quando eccede i consumi. È possibile così utilizzarla a proprio piacimento, ad esempio durante le ore in cui l’impianto fotovoltaico non è attivo o durante le ore in cui l’energia elettrica è più costosa. Quando le batterie si scaricano, si passa all’utilizzo dell’energia prelevata dalla rete elettrica in modo automatico e senza interruzioni.

I vantaggi di un sistema di accumulo associato al fotovoltaico sono:

  • riduzione dell’energia prelevata dalla rete
  • riduzione della bolletta elettrica
  • aumento dell’energia auto-consumata
  • maggiore indipendenza energetica

Se avete utilizzato il Conto Energia per installare il vostro impianto fotovoltaico e avete deciso di aumentarne la redditività aggiungendo un sistema di accumulo, ecco alcune informazioni che possono tornarvi utili per non perdere gli incentivi statali.

Sistemi di accumulo su impianti incentivati

Secondo il chiarimento del 23 dicembre 2014 pubblicato dal GSE – il Gestore dei Servizi Elettrici - dal 1 gennaio 2015 è possibile installare sistemi di accumulo su impianti fotovoltaici che usufruiscono di incentivi statali o che beneficiano di prezzi minimi garantiti.

Sono esclusi gli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kW in scambio sul posto “che accedono agli incentivi di cui ai decreti interministeriali 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006 per i quali l’installazione di sistemi di accumulo, non è operativamente compatibile con l’erogazione degli incentivi di cui ai medesimi decreti interministeriali.” Si tratta cioè degli impianti per i quali è stato utilizzato il primo conto energia.

Fatta quindi eccezione per questi impianti, a tutti gli altri collegati alle reti di distribuzione in bassa e media tensione è possibile abbinare un dispositivo di accumulo per incrementare la percentuale di autoconsumo senza perdere gli incentivi statali.

Come non perdere gli incentivi

Per non perdere gli incentivi del Conto Termico o il riconoscimento dei prezzi minimi garantiti bisogna stare attenti ad alcuni punti.

Requisiti tecnici

Innanzitutto bisogna scegliere un sistema di accumulo che risponda alle disposizioni contenute nelle delibere 574/2014 e 642/2014 dell’AEEGSI e alle regole tecniche emanate dal GSE.

Nello specifico deve trattarsi di un Sistema di Accumulo (SDA), conforme alle norme CEI 0-21 o CEI 0-16,  e non di un gruppo di continuità (UPS): quest'ultimo è un dispositivo simile ma concepito per funzionare solo in condizioni di emergenza – in caso di guasto della rete ad esempio – invece che in modo continuato come i sistemi di accumulo. L’installazione di un gruppo di continuità al posto di un sistema di accumulo non è conforme alle normative vigenti e quindi non è ammessa.

È inoltre essenziale che l’impianto sia dotato di contatori bi-direzionali per misurare l’energia immessa nella rete elettrica e quella prelevata. Questo perché con l’aggiunta di un dispositivo di accumulo, l’impianto fotovoltaico diventa On Grid, permettendo il consumo immediato dell’energia prodotta, l’accumulo di quella non utilizzata e la fruizione dello Scambio Sul Posto quando la batteria è già carica.

Requisiti burocratici

Per essere in regola bisogna infine inviare una comunicazione di installazione di sistemi di accumulo: un modulo disponibile sul sito del Gestore dei Servizi Elettrici, da recapitare per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata del GSE entro 30 giorni dalla data di attivazione del sistema in parallelo con la rete. Nel modulo sono specificati tutti i documenti da allegare alla comunicazione.

 

Se il vostro impianto non rientra nelle eccezioni riportate, potete installare in tutta tranquillità un sistema di accumulo, facendo attenzione ai punti che abbiamo evidenziato. Potrete così beneficiare al massimo dell’energia prodotta dal fotovoltaico e diventare più auto-sufficienti dal punto di vista energetico.

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