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Fotovoltaico e autorizzazione paesaggistica: come muoversi nella burocrazia

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27 febbraio 2018 Fotovoltaico / Energie rinnovabili

Cos'è l'autorizzazione paesaggistica? Qual è la differenza tra procedura ordinaria e procedura semplificata? Quali aree sono escluse dal vincolo paesaggistico? Si può installare il fotovoltaico senza paesaggistica?

 

L’importanza di scegliere un professionista per installare un impianto fotovoltaico è fondamentale non solo per avere i migliori consigli riguardo all’impianto in se, alle offerte più convenienti e al dimensionamento più opportuno, ma anche per avere una persona competente che possa guidarti nelle varie pratiche burocratiche da preparare.  

Oltre alle comunicazioni al GSE e agli eventuali allacciamenti, un altro necessario documento è l’autorizzazione paesaggistica, regolamentata dall’art. 146 del dlgs 42/2004. Nel Bel Paese non sono pochi gli immobili soggetti a restrizioni di natura paesaggistica, architettonica o storica.

 

Cos'è il vincolo paesaggistico?

Il vincolo paesaggistico è uno strumento previsto dalla legislazione italiana volto a tutelare opere di pregio. Non si ostacola quindi la costruzione o le modifiche agli immobili, ma si disciplinano gli interventi che potrebbero comprometterne il livello paesaggistico e ambientale.

Prima degli interventi del legislatore per semplificare la procedura, tutti gli immobili coperti dal vincolo dovevano fare richiesta agli enti preposti (la Regione o la Provincia se delegata). Ad oggi il lasciapassare è disciplinato dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (dlgs 42/2004), mentre i vincoli sul paesaggio sono disciplinati dalla legge n. 1497/1939.

All’art. 132 il codice suddivide i beni paesaggistici in 3 categorie:

  • Gli immobili individuati all’art. 136 rientranti in piani paesaggistici;
  • Centri storici, ville, giardini, bellezze panoramiche e tutti gli immobili inseriti dall’art. 138 al 141 del Codice;
  • Le aree limitrofe a corsi d’acqua, territori costieri, boschi e foreste, zone archeologiche disciplinate dall’art. 142.

 

Procedure burocratiche per la richiesta della paesaggistica

I vari tipi di categoria sono disciplinati in maniera differente sulla base tanto del livello di tutela della struttura, quanto sul tipo di intervento per il quale richiedere l’autorizzazione.

Esistono 3 tipi di iter da seguire:

  • La richiesta dell’autorizzazione paesaggistica con iter ordinario;
  • La richiesta dell’autorizzazione paesaggistica con iter semplificato:
  • La possibilità di non dover richiedere il nulla osta.

Nel primo caso rientrano tutte le aree soggette a tutela paesaggistica, si avrà quindi l’obbligo di sottoporre all’ente competente (Regione o delegato dalla stessa, può anche essere il Comune) i progetti degli interventi che si vogliono effettuare, di modo che si possa accertarne la compatibilità paesaggistica e ne sia data autorizzazione a procedere.


La richiesta di autorizzazione con iter ordinario quindi è atto obbligatorio e presupposto necessario per il permesso di costruire.

 

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Iter ordinario per la richiesta dell'autorizzazione paessaggistica

Il procedimento per richiedere l’autorizzazione consta dei seguenti step:

  1. Presentazione istanza di autorizzazione all’ente presupposto;
  2. Entro 40 giorni l’amministrazione trasmette gli atti alla competente soprintendenza;
  3. Entro 45 giorni la Soprintendenza comunica il proprio parere;
  4. Dopo 20 giorni dalla ricezione del parere della Soprintendenza, l’amministrazione rilascia l’autorizzazione paesaggistica.

Un procedimento complesso e lungo – salvo inconvenienti si parla di più di 3 mesi per ricevere l’efficacia dell’atto – per questo è bene affidarsi ad un professionista che sappia come operare anche in campo burocratico, per evitare ulteriori lungaggini.

 

Aree escluse dal vincolo paesaggistico

Il dpr 31/2017 è intervenuto per alleggerire e semplificare la legge, disciplinando sia l’esclusione di alcuni interventi dall’obbligo di richiesta dell’autorizzazione, sia l’iter semplificato per altri tipi di lavori “minori”.

Alcuni interventi (31 riportati nell’allegato A del dpr 31/2017) sono quindi stati esclusi dall’obbligo di richiesta di autorizzazione:

  • Opere interne che non alterano l’aspetto esteriore, anche nel caso di mutamento della destinazione d’uso;
  • Interventi con finalità di adeguamento sismico o in generale consolidamento statico degli edifici;
  • Interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche;
  • Installazione di pannelli solari termici o fotovoltaici, purché posti su coperture piane non visibili dagli spazi esterni o purché integrati nella configurazione delle coperture o posti in aderenza ai tetti degli edifici.

 

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Procedura semplificata per l'istanza del vincolo paesaggistico

Sempre il dpr 31/2017 disciplina inoltre la procedura semplificata (all’allegato B del decreto) per gli interventi di lieve entità:

  • Nel caso in cui gli interventi comportino un aumento della volumetria della costruzione originaria non superiore al 10%;
  • Messa in opera o modifica di aperture esterne o finestre a tetto;
  • Modifica della facciata con aperture esterne o manufatti quali, cornicioni, ringhiere ecc
  • Chiusura o modifica di balconi o terrazze.

All’art.8, sempre del dpr 31/2017, si spiegano le modalità di compilazione per l’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica semplificata, all’art. 9 invece si disciplinano le modalità di presentazione dell’istanza.

 

Novità dell'autorizzazione paesaggistica semplificata

Molte sono le novità e gli elementi semplificativi del nuovo tipo di autorizzazione:

  • i termini di presentazione dell’istanza e di risposta da parte degli enti preposti sono notevolmente inferiori rispetto a quelli dell’iter ordinario: il termine perentorio per la risposta dell’amministrazione procedente e per l’effettività dell’autorizzazione è di 60 giorni – a fronte dei tre mesi necessari nell’iter ordinario -.
  • Inoltre, nel caso in cui i documenti presentati non siano completi o necessitino di ulteriori autorizzazioni o aggiunte, è la stessa amministrazione che, attraverso una conferenza dei servizi, sente le amministrazioni competenti, evitando di pesare sul cittadino.
  • Ultima novità sta nel regime di “silenzio-assenso”: nel caso in cui la Soprintendenza ai beni culturali non dia comunicazione del suo parere, obbligatorio ma non vincolante, l’autorizzazione è rilasciata automaticamente.

 

Installazione pannelli solari e vincolo paesaggistico

Per concludere quindi, è possibile installare impianti fotovoltaici o solari termici potendo, riguardo al livello del vincolo paesaggistico, o procedere con la procedura semplificata di richiesta dell'autorizzazione paesaggistica o, nelle migliori ipotesi, potendo usufruire dell'esclusione dall'obbligo di richiesta.

Ricorda inoltre che puoi usufruire ancora delle detrazioni fiscali 2018 per l'installazione del tuo impianto fotovoltaico.

 

 

Come già consigliato, è bene affidarsi ad un professionista per riuscire a destreggiarsi all'interno delle pratiche burocratiche, evitando spiacevoli sorprese e perdite di tempo. Checkupenergetico.com ti aiuta a trovare il tecnico migliore della tua zona!

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